artista

Biografia

Un viaggio tra arte e trascendenza

Maria Pace Latella nasce a Siena, dove compie la sua formazione artistica presso l’Istituto d’Arte Duccio di Boninsegna, assorbendo le lezioni dei maestri senesi che hanno saputo coniugare arte e spiritualità. Docente di Educazione Artistica, vive e lavora a Castellina in Chianti, immersa in un paesaggio di vigne e colline che nutre la sua visione contemplativa. La sua intensa attività espositiva ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello dell’Accademia Internationale de La Baule e del Gruppo Stampa Toscana, portando le sue opere in collezioni private in Italia e all’estero.

Nel 1981 un’esperienza trascendente durante un’anestesia trasforma per sempre la sua arte. Il distacco spirituale dal corpo la conduce in una dimensione dove tempo e spazio perdono significato, lasciandole impressa una luce ineffabile che diventa l’essenza della sua pittura. “Ciò che ho visto, provato, sentito non riuscirò mai a tradurlo su tela; ad eccezione del colore, quello sì…” racconta l’artista. Da questo momento nasce la sua pittura surreale e metafisica, caratterizzata da quella luce pura e boreale dalla quale emergono, come in una “siderale archeologia alla rovescia”, frammenti di realtà e visioni di città celesti.

Negli ultimi anni ha sviluppato una tecnica innovativa dipingendo su pietra – alberese, travertino, marmo, porfido, galestro e pietra di fiume – ottenendo effetti straordinari che hanno conquistato critica e mercato. La sua è “una pittura della luce che di quadro in quadro si materializza in forme di forte spiritualità e tensione”.

Testimonianze

…per iniziare ad incontrarsi col pubblico ed a mettersi in discussione in una costante, faticosissima ricerca di progresso, ha atteso “un’illuminazione” che si e’ tradotta poi nel possesso di una percettivita’ finissima, di una dolcezza cromatica che pure ha cadenze vivissime e penetranti. Cadenze che rinviano ad uno spazio smisurato e solenne dove regna pero’ un’atmosfera traslucida e leggera.

Mauro Civai

Una capacità incredibile di raccontare, in maniera semplice, una compiuta realtà, temi di cosi’ profonda suggestione.

Piero Torriti, 1992

Ogni quadro e ogni particolare di esso mi si sono rivelati come parti separate, ma perfettamente conseguenti di un unico, lungo discorso interiore al quale potevo anch’ io partecipare in qualche misura.

A.J. Macking, 1993

Così gli azzurri si trasformano nel calore di una meditazione interiore, in un gioco di colori che è l’essenza stessa delle sue composizioni.

Umberto Putzu, 1994

Farà senz’altro scalpore un messaggio che sembra arrivarci da molto lontano, da chissà quale stella, ma che invece fa parte di una nostra oscura verità

Massimo Biliorsi, 1995

Ed è proprio la poesia a farla da padrona nei lavori di questa pittrice capace di usare il colore puro in maniera straordinaria. La Latella costruisce atmosfere rarefatte che in qualche maniera appartengono all’anima di ciascuno di noi

Sonia Corsi,1995

Un viaggio a dir poco inusuale quello di Maria Pace: un mistero che traspare fra i veli dei suoi colori, negli spazi infiniti suggeriti. Spazi astrali, metafisici, talvolta pacificatori, talvolta carichi di mistero: sempre densi d’amore

Bona Baraldi, 1996

Ogni opera di Maria Pace finisce con l’essere una tessera di uno smisurato mosaico di cui lei sola conosce il disegno complessivo.

Giovanni Cencetti, 1996

La pittura della Latella predilige le tonalità chiare e le sfumature tenui ed evoca immagini ideali, in bilico tra realtà ed astrazione.

Stefania Severi, 1996

Maria Pace Latella narra nelle sue opere momenti lunghi, dolcissimi, di profonda qiete. Come nell’opera “I luoghi della memoria”. Così la Latella insegue il suo modo visivo, lo segue, lo cattura e nello stesso lo allontana nel tempo perchè diventi arcano, esca dalla realtà e sia estasi, invenzione, sogno.

Gilberto Madioni, 1997

© Maria Pace Latella

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